
[easy-tweet tweet=”5 regole d’oro di #Photoshop che devi conoscere | #venetoformazione”]
Vi è mai capitato di riaprire un file di Photoshop creato parecchio tempo prima, per apportare qualche modifica, e non raccapezzarvi più, perché le cose non sono state “lasciate in ordine”?
Tranquilli, succede a ogni graphic designer.
Figuriamoci se dovete passare quel file psd a un collega o al reparto pre-stampa di una tipografia; se non vi capite voi, come può capirlo chi non ne conosce la storia e la struttura?
Altre volte siamo noi che riceviamo un file psd creato da un collega, lo apriamo, e ci troviamo davanti a un guazzabuglio di livelli, maschere e strumenti di difficile interpretazione, con tutte le conseguenti perdite di tempo e le imprecazioni irripetibili del caso.
Per evitare problemi di gestione degli elaborati (nostri e altrui) è quindi consigliabile seguire alcune semplici regole, che definiremo “Galateo di Photoshop”.
Ce ne saranno grati i colleghi e quanti avranno occasione di collaborare al progetto.
Come organizzare un file Photoshop


Nominate e ordinate i livelli
Questa è la regola basilare. Ci vuole un attimo, ed eviterete di propinare ai vostri interlocutori una serie esponenziale di “copia di livello 1, 2, 3 ecc.” fastidiosa e indecifrabile. Poi, se i livelli sono numerosi, meglio organizzarli in cartelle per consentire di accenderli e spegnerli con facilità. I livelli che non devono essere spostati o modificati accidentalmente vanno bloccati con il lucchetto.
Alla fine eliminerete tutti i livelli inutili, e quelli vuoti. Un buon file deve contenere solo ciò che serve, compresi i campioni di colore nell’apposita paletta.
Seguite una logica nella denominazione del file
Dovete aprire un file di Photoshop che si chiama “prova di ritocco_5 avevo sonno_ultima più grande – riprovaci.psd”… No, non ci siamo proprio.
Una buona denominazione comincia con il nome del cliente o del progetto, poi le misure del quadro e infine la data: “sito bar luisa 1200×800 pixel 22 settembre 2016.psd”. In genere non serve altro, e la data farà fede sull’ultima modifica effettuata.
Attenti a non deformare le immagini
Non modificate mai le immagini raster e le forme vettoriali a mano libera e senza premere il tasto shift. L’ideale è usare gli strumenti scala e trasforma.
Il rischio di deformazioni involontarie è sempre dietro l’angolo: il nostro occhio potrebbe non coglierle, ma quello degli altri sì.
Allineate gli elementi
L’allineamento corretto degli oggetti è un fondamento del buon design. Servitevi del righello e create le guide, lasciandole per futuri utilizzi, anche da parte di altri. Se volete esaminare il progetto senza che siano presenti, basta togliere la visualizzazione spuntando mostra > guide o la combinazione di tasti [cmd+shift+;]. Chi dovrà rimettere mano al progetto potrà così riattivarle e orientarsi correttamente.
Organizzate la cartella
Una volta che l’elaborazione è finita, assicuratevi di salvare il file Photoshop in una cartella pertinente, con tutte le immagini e gli eventuali file accessori. Se la versione del programma di cui disponete lo permette, create il pacchetto. In questo modo tutti i file collegati e i font verranno raccolti in una cartella unica, e un domani eviterete di riaprire il file e scoprire che mancano delle immagini.
La scelta di conservare tutti i passaggi intermedi, i tentativi, le esportazioni di verifica e le immagini scartate la lascerei all’indole individuale.
Io preferisco liberarmene, ma è probabile che ci sia una qualche Legge di Murphy che recita “Appena buttate via qualcosa, sicuramente subito dopo vi servirà”.
Tenetene conto.
Vai nel sito ufficiale Adobe Photoshop

